cafe racer culture blog

Kawasaki Z 400 J – Schascia Morosi


Mi chiamo Schascia ho 40 anni e sono di Milano e faccio l’impiegato come tanti,  tengo a precisare subito che non sono un professionista, la moto (il Baffo) è stata creata nel box di casa mia con l’aiuto del mio amico Walter!, ho sempre avuto la passione per le moto,desideravo una cafe racer, così un giorno ho acquistato un vecchio Kawasaki Z400J del 1981 nel 2013 con pochi chilometri e messo abbastanza bene, nel giro di poco mi sono fatto un’idea di quello che volevo realizzare, così nell’arco di circa un paio d’anni ho smontato verniciato, e ricostruito la moto, finita completamente nel 2015, nel solo tempo che avevo a disposizione. Alla moto ho dato il nome “il Baffo” per un semplice motivo, originariamente dava l’idea di una quelle moto usate nei film anni 70 Italiani dove il ladro di banche a cavallo della sua moto è  sempre con il classico Baffetto e l’aria da vero duro, l’idea ci faceva ridere è così l’abbiamo soprannominata IL BAFFO 400, parlo al plurale perché una grossa mano me l’ha data appunto il mio amico Walter soprattutto per l’impianto elettrico, una delle cose che reputo più complicate nella fase di modifica!
Saldature: Per le saldature mi sono affidato ai ragazzi delle Officine08 di Pietrasanta in toscana disponibilissimi in ogni momento, gli scarichi e altre parti del telaio sono stati tagliati e saldati da loro.
Telaio: Per prima cosa la moto è stata completamente smontata tolto il motore, impianto elettrico, ruote, catalogando ogni singola vite e bullone,  il telaio è stato tagliato nella parte posteriore e ricostruito il loop dove i ragazzacci di Officine08 disponibilissimi come sempre, mi hanno saldato una palpebra per la protezione del faretto posteriore a led.  Ho ripulito di tutto il superfluo il telaio, come pedaline posteriori e vari agganci che non avrei più utilizzato, naturalmente è indispensabile essere sicuri di ciò che andrete a togliere, il telaio come le forcelle e il serbatoio sono state smerigliate e spazzolate a mano e ricoperte con un trasparente bi componente lucido, se non viene trattato in poco tempo si forma ossidazione, per questo è meglio verniciare subito.
Verniciatura: Il motore come gli scarichi e i cerchi, e tutte le parti nere sono opache per creare un distacco dal lucido del telaio, molti pezzi sono stati portati in sabbiatura, per la verniciatura nera ho usato una vernice resistente alle alte temperature (800°) preparando anticipatamente i pezzi con un cannello scaldandoli singolarmente dove possibile naturalmente e poi verniciandoli, dando un’ulteriore scaldata finale dopo un giorno.  In questo modo la vernice prende una consistenza al tatto come se fosse bruciata, opaca al massimo. E’ logico che su parti come il manubrio se sfregate con forza la vernice non ha una resistenza elevata, su scarichi e carter motore invece mi sono trovato benissimo per il momento, Il tappo serbatoio come la scritta Kawasaki le ho verniciate ricreando un finto  effetto ruggine. Il telaio è stato trattato con diverse mani di trasparente lucido bi componente, compreso il serbatoio. I cerchi erano già neri quindi ho dato una mano di nero opaco bi componente per togliere il grigio chiaro di serie.
Ciclistica: Abbiamo sostituito i cuscinetti delle ruote sia anteriori che posteriori, cuscinetti di sterzo, tubo in treccia per il freno      anteriore, ammortizzatori posteriori completamente smontati di molle smerigliati e riverniciati, gomme da trial con camera d’aria Shinko al posteriore e Heidenau anteriore, corona catena e pignone sono stati sostituiti, sella artigianale nera costruita artigianalmente su piastra in alluminio, manubrio originale riverniciato in nero, leve freno frizione aftermarket, manopole Biltwell. Gli scarichi sono i suoi originali,  sono stati accorciati nella parte posteriore raddrizzati nella parte centrale,  e portati in bolla, in linea con il terreno. Il motore funzionava già bene all’inizio quindi ho preferito non toccarlo ma solo verniciarlo di nero opaco, la carburazione è stata rifatta per ospitare 4 cornetti al posto del suo airbox originale. L’impianto elettrico è stato completamente restaurato e semplificato dal mio socio Walter con cavi e connettori nuovi, batteria sostituita con una Ballistic al litio leggerissima, il tutto posizionato sotto sella compresa la chiave d’accensione. Luce posteriore e frecce led, anteriore faretto aftermarket.  Strumentazione ridotta all’osso solo un conta chilometri centrale. Comandi delle luci al manubrio portati a ferro vivo e protetti con vernice bi componente trasparente.
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